Dopo anni di attesa arriva un provvedimento fondamentale per riportare equilibrio nei territori e dare risposte agli agricoltori alle prese con un’emergenza ormai fuori controllo. Coldiretti Lucca accoglie con soddisfazione l’approvazione del Piano faunistico venatorio regionale da parte del consiglio regionale, uno strumento atteso e necessario per affrontare il fenomeno della proliferazione della fauna selvatica, a partire dagli ungulati, che hanno causato negli anni danni pesanti alle colture, alle aziende agricole e al lavoro degli imprenditori. Il nuovo strumento contiene un principio innovativo che mette al centro la tutela dell’agricoltura: “laddove sono presenti coltivazioni agricole, sulla base della banca dati di Artea, non possono essere presenti contestualmente ungulati. Un principio che sancisce l’incompatibilità tra cinghiali e coltivazioni.
“L’approvazione del Piano faunistico venatorio rappresenta un risultato importante per il mondo agricolo, che da anni denuncia una situazione diventata insostenibile. Gli ungulati e la fauna selvatica hanno compromesso coltivazioni, investimenti e il lavoro di tanti imprenditori agricoli. – spiega Andrea Elmi, Presidente Coldiretti Lucca - Da anni sollecitiamo l’approvazione di questo strategico strumento di pianificazione che fin dalla sua adozione aveva accolto la nostra richiesta di ridefinizione delle aree vocate agli ungulati, ed altre proposte significative, il cui accoglimento oggi, come allora, testimonia il riconoscimento di proposte di buon senso e di attenzione al mondo agricolo toscano”.
L’approvazione del Piano faunistico venatorio si inserisce in un percorso più ampio di attenzione verso le emergenze che stanno interessando il comparto agricolo e zootecnico come quella prioritaria della Peste Suina Africana. La prima denuncia di Coldiretti, rispetto al rischio di diffusione, risale al luglio 2024 seguita dalla protesta lo scorso 6 novembre in Piazza del Giglio a Lucca. Va in questa direzione la nomina del Commissario straordinario per la gestione della Peste suina africana sollecitata da Coldiretti, che ha consentito di avviare un’azione coordinata su una problematica che richiedeva da tempo una regia forte. Un modello che Coldiretti Lucca auspica possa essere esteso anche ad altre epizoozie presenti, per le quali saranno necessarie risorse adeguate e strumenti efficaci di prevenzione e contrasto.
“Ora sarà fondamentale accompagnare l’approvazione con una piena attuazione delle misure previste e con gli strumenti necessari per rendere efficaci gli interventi sul campo: rilancia Elmi”.
Coldiretti Lucca conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni affinché il nuovo Piano possa tradursi rapidamente in risposte concrete per le imprese agricole e per i territori. La gestione della fauna selvatica non può più essere affrontata come un’emergenza, ma richiede una strategia strutturale che garantisca equilibrio tra tutela della biodiversità, attività agricola e sicurezza dei cittadini.
Il risultato raggiunto conferma l’importanza del percorso di confronto avviato con il Patto di Via Cavour e con la mobilitazione di Coldiretti Lucca, che aveva indicato proprio la gestione della fauna selvatica tra le priorità da affrontare per garantire futuro alle imprese agricole e sostenibilità ai territori.