I cibi ultraformulati trasformano i cittadini in pazienti. Un maggiore consumo di prodotti industriali, progettati in laboratorio per sostituire i cibo vero e i pasti cucinati, è associato all’aumento di gran parte delle patologie che costringono sempre più cittadini a rivolgersi alle cure. Tra questi diabete di tipo 2 (+25%), depressione (+23%), sovrappeso e obesità (+21%), malattie cardiovascolari e mortalità cardiovascolare (+18%).
A lanciare l’allarme è Coldiretti Toscana che dal Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione in corso a Roma, condivide e rilancia la preoccupazione di medici, scienziati e ricercatori: un’alimentazione scorretta ci fa ammalare gettando le basi per un’emergenza sanitaria nazionale. I giovani, soprattutto nell’età dello sviluppo, sono i più vulnerabili.
“L’alimentazione è la chiave della nostra salute come lo è della prevenzione. Lo è sempre stata. Nelle nostre tavole ci sono sempre meno ingredienti naturali e sempre più cibi pronti, piatti surgelati e prodotti confezionati. – spiega la presidente regionale Letizia Cesani – Il nostro impegno è contribuire attraverso i nostri agricoltori e i nostri mercati, come stiamo facendo anche negli ospedali al fianco dei medici, ad aumentare la consapevolezza dei cittadini, educarli a leggere l’etichetta e riconoscere l’origine dei prodotti, a preferire prodotti salutari, agricoli, locali, stagionali. Dall’altra parte però, serve volontà e determinazione delle istituzioni, a tutti i livelli, nel contrastare e vietare la presenza di questi prodotti nelle mense pubbliche per esempio ma anche pubblicità e campagne indirizzate a bambini e bambine dove si sponsorizzano questi prodotti. C’è da lavorare su più fronti: regole, controlli, trasparenza. La loro salute è una responsabilità collettiva”.
Solo il 19% degli adolescenti, meno di 2 su 10, percepisce il nesso tra cibo e salute come rilevato dal rapporto Coldiretti/Censis presentato durante il forum. Un dato che deve far riflettere sul tanto lavoro che ancora c’è da fare, soprattutto in età scolare, per spiegare ai più giovani che il consumo di snack, patatine e bibite gassate può peggiorare in maniera significativa la qualità della loro vita futura. Una mission a cui gli agricoltori toscani non si sono tirati indietro entrando anche in classe come docenti con il progetto “Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare”.
La diffusione dei cibi ultraformulati si configura ormai come un vero e proprio allarme sociale, percepito in maniera sempre maggiore dai cittadini tanto da appellarsi all’Unione Europea. Quasi otto italiani su dieci (78%) chiedono a Bruxelles di intervenire per ridurne il consumo, mentre cresce la richiesta di regole più incisive per proteggere la salute dei cittadini. L’86% degli italiani è convinto, infatti, che limitare merendine, snack ed energy drink aiuterebbe a contrastare l’obesità, mentre l’81% vorrebbe vietare questo tipo di prodotti nella ristorazione collettiva, dalle mense delle scuole a quelle degli ospedali e delle aziende. Il 64% sarebbe inoltre per escluderli totalmente dalle scuole, il 55% dagli ospedali e il 50% dalle palestre e centri sportivi, dove spesso sono presenti all’interno dei distributori automatici.
Va in questa direzione il protocollo siglato recentemente tra Coldiretti Toscana e Asl Toscana Centro che sancisce un’alleanza strategica tra agricoltori e medici entrambi impegnati, su sponde diverse, nella prevenzione e nella promozione di uno stile di vita sano che inizi dalla tavola.